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Estratto dal Gazzettino di Venezia di Domenica 31 Maggio 2009
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Le spese del Comune: basket filippino e Radio Sherwood
Per progetti di integrazione e mediazione culturale Ca' Farsetti nel 2008 ha stanziato 534mila euro. Ecco a chi:
Che la
pallacanestro fosse lo sport preferito dai filippini, i mestrini lo
vengono a sapere probabilmente leggendo del "Filipinosummer basketball
League", campionato estivo di pallacanestro organizzato
dell'associazione sportivo dilettantistica della comunità filippina. Un
torneo per il quale, nel 2008 (il 25 novembre) il servizio immigrazione
del Comune ha stanziato 1.250 euro.Una piccola "goccia", nel mare dei
534mila euro stanziati l'anno scorso da Ca' Farsetti dal bilancio delle
politiche sociali per i servizi all'immigrazione: un settore a cui il
Comune presta molta attenzione, viste le tante comunità presenti in
città ci sono "goccette" e "goccioni", come i 50mila euro con cui anche
per il 2008 il Comune ha finanziato il progetto "MeltingPot Europa 2008
per la promozione dei diritti di cittadinanza", ovvero Radio Sherwood,
emittente legata ai centri sociali della cooperativa "Tele Radio City"
che ha sede legale a Padova. Metà sono stati spesi con la causale
"immigrazione, trasferimenti ad altri soggetti", gli altri 25mila euro
sono andati sotto la voce "servizi pronto intervento sociale per non
residenti". Questo Radio Vanessa, l'unica radio rimasta in centro
storico, punto di riferimento per molti residenti, soprattutto anziani,
fatica a sopravvivere e a al Comune paga anche l'affitto (vedi articolo sotto). Un
bel lavoro attende i ragionieri e i dirigenti di Ca' Farsetti, ora che
il bilancio 2009 deve essere ridotto nelle spese. Dove e cosa tagliare? I
servizi sociali sono il settore su cui il Comune concentra tantissime
risorse: 45 milioni e mezzo l'assestato del 2009, di cui sono stati
impegnati 33 milioni circa. La direzione politiche sociali, educative e
dell'accoglienza deve tagliare 1 milione e 80mila euro, di cui 120mila
euro nel settore dell'immigrazione e promozione dei diritti di
cittadinanza. Ma in questo ambito come sono stati spesi i soldi finora?
Nel 2008 quei 534mila euro sono stati destinati ad associazioni e ai
progetti più disparati, finalizzati all'integrazione degli stranieri e
al sostegno agli immigrati disagiati. Progetti di ampio respiro e
finanziati anche dalla Regione - come quelli di inserimento linguistico e
culturale - ma anche di natura ludica, come la festa bengalese
"Capodanno 1415" che si è tenuta a Marghera il 27 aprile 2008, alla
quale il Comune ha partecipato con 500 euro all'associazione sportiva
Venezia Cricket Club, o come la festa per il Capodanno bengalese del 2
agosto 2008 (altri 500 euro all'associazione Bangladesh Welfare di
Mestre), o come il rimborso spese di 321 euro all'associazione Dacia per
un incontro di presentazione della Repubblica Moldova in Italia
avvenuta il 31 agosto dello scorso anno. O come la pioggia di piccoli
contriubuti (500 euro) dati alla Casa della cultura iraniana,
all'associazione culturale "L'Ucraina", all'associazione "Ucraina Più",
all'associazione Xaware, all'associazione culturale Tailandese del
Triveneto, all'associazione culturale Balkan (850 euro),
all'associazione Socio Cultural immigrant Journalis Forum. E, infine,
come i 9 milioni e 906mila euro pagati per l'iniziativa culturale
"Mestrini nel mondo", tra cui 3mila euro per la fornitura di 150 dossier
sull'immigrazione e 15mila euro per la formazione degli operatori del
servizio immigrazione. Piccole somme, ma frammentate. I contributi
erogati dal servizio immigrazione si disperdono in mille rivoli. Da una
parte le erogazioni dirette ad associazioni e cooperative, dall'altra
spese per incarichi esterni finalizzati a progetti, al cui interno vi
sono anche compensi per partecipazione a convegni e seminari o per la
formazione degli operatori. La parte del leone la fa il servizio di
mediazione linguistica e culturale rivolto agli stranieri che, per
quanto riguarda il 2008, è costata 184mila euro, pari al 34.5 per cento
di quei 534mila euro. I progetti sono tanti, a volte con finalità che si
integrano o si sovrappongono. "Tuttincittà" riunisce tre sottoprogetti:
"Tuttiascuola", "Oasincittà" e i laboratori extrascolastici di
socializzazione e comunicazione. Ci sono poi il progetto
"Genera/Azioni", il progetto "Mediazioni", la mediazione nel sociale,
varie attività di promozione e sensibilizzazione con campagne di
comunicazione o eventi culturali, lo Sportello informativo per le
associazioni di immigrati. Tutti con una rete di operatori,
comunicatori, mediatori che costutuiscono una vera e propria "azienda
del sociale" finanziata da Ca' Farsetti. A cui si aggiungono consulenze
esterne, sempre con l'incarico di mediatori linguistici.Così ad esempio
alla Cooperativa Novamedia di Marghera nel 2008 sono stati assegnati
28.800 euro per la mediazione linguistica e culturale del progetto
"Mediazioni 3", finanziato dalla Regione tramite la società Italia
Lavoro spa, per il quale il Comune ha anche acquistato materiale
didattico e informativo per quasi 39mila euro. Alla medesima cooperativa
sono stati stanziati anche 40mila euro per un servizio di
interpretariato e mediazione linguistica culturale (al costo orario di
27 euro, Iva esclusa), durato tre mesi (da aprile a giugno) e 84mila
euro per il periodo settembre-dicembre 2008, sempre con affidamento
diretto. E ancora: 7.685 euro sono andati all'iniziativa "A me Via Piave
di più", ci cui 600 spesi per acquistare alcune copie del libro
"Migrazione e integrazione: il caso degli albanesi a Venezia" e 1.576
euro come contributo alla Comunità Santan Induismo in Italia per la
festa religiosa Durga Puja.Tra gli incarichi professionali esterni (che
nel 2009 subiranno un taglio di 45mila euro) si va dai 5mila euro a due
operatrici per il servizio di babysitter alle mamme che hanno
frequentato il corso di italiano realizzato dall'Auser, ai circa 32mila
impegnati per pagare sei consulenti per l'orientamento lavorativo o la
mediazione linguistica con gli stranieri, con incarichi che vanno da 50 a
194 ore. Ed infine ci sono i 33.700 euro dati (oneri inclusi) alla
cooperativa sociale Il Cerchio per il servizio di guardiania e uscierato
a Palazzo Donà Santa Maria Formosa (sede degli uffici del servizio
Immigrazione e della Municipalità), per 36 ore settimanali, al costo di
15 euro l'ora più iva, con tanto di rimborso spese per l'abbonamento
Actv.
Davide Scalzotto
Intanto l'emittente dei veneziani è in pericolo
Vanessa: "Paghiamo l'affitto al Comune, sopravviviamo con i soldi degli ascoltatori"
Una salita stretta e buia, una porta e poi la musica. Lo scenario è ancora quello delle radio nate sulla fine degli anni Settanta quando una vera e propria rivoluzione culturale arricchì le frequenze italiane. Siamo a Castello, in fondamenta della Tana, e l'emittente in questione è Radio Venessa, l'ultima rimasta in laguna. E dire che in città un tempo i marchi "storici" della musica si chiamavano Radio San Polo, Radio Dogalessa, Radio San Marco Centrale, Punto radio ed altro ancora. Un arcipelago di intrattenimento e note che è via via scomparso lasciando a Radio Vanessa (FM 101,500 e 100,400) una difficile eredità, complicata anche dalle ristrettezze economiche. "Anche noi sentiamo la crisi - dice il presidente Flavio Renier - perchè viviamo solo con i contributi della pubblicità e grazie all'aiuto degli ascoltatori". Ma come è nata questa avventura? "Siamo partiti in 14 alla fine degli anni Settanta. Avevamo partecipato ad un concorso indetto da Radio San Marco Centrale. Eravamo io e il titolare di un negozio vicino al Malibran che si chiamava, appunto, Vanessa. Quando siamo venuti in contatto con il mondo delle radio ci siamo chiesti: perchè non ne apriamo una anche noi? E così, dopo aver acquistato il ripetitore, abbiamo iniziato a raccogliere le prime sottoscrizioni da 10 mila lire". Una lunga passione che negli anni ha portato la radio, pur tra mille difficoltà, a seguire anche appuntamenti di cronaca e di sport. "Secondo noi - prosegue Ubaldo Tofanello, un po' l'anima della programmazione - la radio è come un campiello, un posto dove la gente si affaccia e discute di vari argomenti. Arriviamo a Marghera, Spinea e Mogliano e in questi 31 anni si è creato un rapporto davvero intimo con i nostri ascoltatori". Ai più affezionati viene segnalato il numero di conto corrente per le sottoscrizioni, ma c'è anche chi, soprattutto i più anziani, non fatica certo a spedire una busta con banconote da 10 oppure 20 euro. "Ecco qui - dice Renier - questa busta arriva da un'anziana della Celestia che vuole darci un aiuto concreto. Paghiamo l'affitto al Comune, ma non abbiamo mai avuto agevolazioni particolari". Tanti i capitoli che hanno caratterizzato la radio: telefonate in diretta, concorsi di cultura e poesia (el Bocolo), rappresentazioni teatrali e qualche concerto, ma l'emittente ha spesso effettuato anche momenti di intrattenimento nelle case di riposo per stare vicino agli anziani. Dopo 31 anni di "onorato servizio" i responsabili della radio sono un po' preoccupati per le prospettive. "La pubblicità è calata - aggiunge Renier - ma noi continuiamo con la programmazione. Il nostro segreto? Abbiamo sempre lavorato con passione e gratuitamente, chi ha condotto le trasmissioni in questa radio non ha mai chiesto compensi particolari mentre da altre parti veniva dato una sorta di compenso. Alla fine le altre emittenti hanno chiuso e noi siamo rimasti". Un piccolo angolo di Castello che, questo è il suo fascino, nonostante l'ammodernamento tecnologico (come il sito internet) non vuole mollare e, soprattutto, vuole mantenere intatto quel fascino antico della radio fatta tra amici. Mentre sullo sfondo i vecchi dischi in vinile sono lì a testimoniare un'avventura davvero lontana nel tempo.
Gianpaolo Bonzio.
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Tratto da “Il Venezia” dell’ 8 giugno 2009
Operazione Radio Vanessa
Se si parla di una radio che non trasmetta sulle frequenze Rai, in genere la si definisce “privata” o “commerciale”. Negli anni Settanta, quando in tutta Italia queste emittenti presero vita in maniera gioiosamente disordinata, un solo aggettivo ne condensava spirito e intenti: “libere”. Oggi a Venezia noi abbiamo forse l’ultima radio libera, che da oltre tre decenni si pone - coi mezzi che ha – al servizio della città: Radio Vanessa. Entrata da qualche mese nel suo trentunesimo anno di attività (la si trova in FM sui 101,500 per la città storica e sui 100,400 per la terraferma), Radio Vanessa trasmette dal Sestiere di Castello, tra via Garibaldi e le mura dell’Arsenale. Negli ultimi tempi però inizia ad avere qualche problema di sussistenza, e ha acceso un conto corrente postale in cui ognuno può versare ciò che crede, anche 5 euro: il conto è il numero 93894327, intestato ad Associazione Radio Vanessa, Castello 1923, 30122 Venezia. Ma una radio non vive di soli soldi, però, inviterei tutti quegli esponenti del mondo culturale, artistico, storico, accademico di Venezia e dintorni ad affacciarsi ai microfoni di questa emittente, dando ciò che può dei suoi talenti, e donando alla città la libertà di parlare liberamente di se stessa. Allo stesso tempo (perchè una radio non vive di sola cultura…), inviterei commercianti, artigiani, imprenditori del territorio a dare il loro piccolo contributo ricavandone in cambio pubblicità: renderemo Radio Vanessa un po’ più commerciale, correremo il rischio. Lo faremo per la città.
Ce la faremo?